Alessandro Gori, Natura morta con uccelli

Prezzo: N.D.
Ars Antiqua srl
Via Pisacane, 55
Milano
Italy
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Epoca:

Alessandro Gori (notizie dal 1754 al 1757)

Dimensioni:

Olio su tela, cm 36 x 47 – con cornice cm 48 x 59

Ubicazione:

Via Pisacane, 55
Milano () Italy

Descrizione

Alessandro Gori (notizie dal 1754 al 1757)
Natura morta con uccelli
Olio su tela, cm 36 x 47 – con cornice cm 48 x 59
Perizia del Prof. Alberto Crispo

L’inedito dipinto raffigura il bottino di un cacciatore deposto su una pietra, e, al di sopra, dei fichi e dell’uva nera, il tutto entro un’ambientazione naturale che lascia scorgere in lontananza la vegetazione e un tratto di orizzonte che sembra volgere al tramonto. Gli elementi della natura morta in primo piano sono investiti da una luce frontale che ne disvela la morbidezza e le sottili trame del piumaggio dei volatili oltre che la materia un po’ sfatta dei fichi e i vivaci colori delle foglie di vite. La natura morta si può riferire ad Alessandro Gori, come rivelano i confronti con altri esemplari dell’artista fiorentino, in cui sono ravvisabili il medesimo modo di comporre la cacciagione in un complesso intreccio ornitologico, come anche la resa soffice del piumaggio e l’ambientazione paesistica, che richiamano i modelli di Bartolomeo Bimbi. Si osservino le poche opere firmate del fiorentino, quali il pendant di cacciagioni in asta a Parigi (Pescheteau-Badin-Ferrien, 1991) e la tela passata in asta da Sotheby’s a New York (1990), pubblicati da Bocchi (Naturaliter. Nuovi contributi alla natura morta in Italia settentrionale e Toscana tra XVII e XVIII secolo, 1998, p. 508, figg. 638-640). Sono l’impaginazione, il tratto nella fattura e nella disposizione dei selvatici assai simili alla nostra tela ad attribuirla ad Alessandro Gori. Esigue sono le notizie biografiche su Gori, documentato nei registri dell’Accademia del Disegno di Firenze dal 1754 al 1757. Questa informazione ha fatto seguito alla precedente ipotesi, più generica, che si trattasse di un pittore operante intorno alla metà del XVII secolo a Firenze, incline a riprodurre selvaggina di piccola taglia, ma anche frutta, come si osserva dai quadri variamente comparsi sul mercato: il pendant di Nature morte con pernice e altri uccelli deposti e la tela con Uccelli morti in un paesaggio roccioso; da ultimo si citi l’esempio presso il Museo Bardini di Firenze dal titolo Cacciagione, che presenta affinità nell’architettura canonica del gruppo di uccelli, il maggiore die quali è sempre al centro con il capo ripiegato. Vi sono probabilità che la sua formazione sia avvenuta in seno alla famiglia, formata da pittori attivi tra Sei e Settecento e noti per l’attività di Agnolo, Domenico, Giovanni e Giuseppe Gori a Firenze. Non è tuttavia da escludere che Gori risiedette per qualche tempo anche a Roma, o comunque vi avesse acquisito una certa fama, dato che numerose sue tele si trovavano presso la collezione del barone Fabrizio Verospi nel suo palazzo in Via del Corso, come si può leggere nell’inventario del 7 gennaio 1749 che stima la presenza di sedici dipinti di frutta e di sole due cacciagioni, la specialità alla quale è oggi legato il nome dell’autore. Per far ritornare al suo catalogo i tanti soggetti di frutta non riconosciuti sarà di grande utilità, per il significativo inserto di fichi e uva, la natura morta in esame, come osserva il Professor Crispo, che trova riscontro solo nel citato dipinto già presso Sotheby’s a New York.

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