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Epoca

Fine Seicento

Misure

cm. 94 x 84

Descrizione

Scuola romana del XVII secolo

Datato sulla pergamena, a destra: 1697

Coppia di amorini alati con festone floreale

olio su tavola,

cm. 94 x 84

Dettagli completi su: https://www.antichitacastelbarco.it/it/prodotto/coppia-di-amorini-alati-con-ghirlanda-floreale

Questo splendido dipinto vede ritratta una coppia di putti alati e svolazzanti; uno si accinge simpaticamente ad afferrare una ghirlanda di fiori con il capo rivolto verso il basso, mentre con l’altra mano esibisce una pergamena che riporta, oltre alla data di esecuzione, l’espressione latina “Pulchriora latent” (“Le cose più belle sono nascoste”). Un secondo amorino, arroccato su una nuvola, assiste alla scena stringendo l’altra estremità della ghirlanda, riccamente ornata di varie tipologie di fiori, arricchendo la composizione con un brano di natura morta di eccellente qualità.

L’iconografia che vede rappresentati putti con fiori è frequente nel periodo Barocco, soprattutto in ambito romano, ma anche napoletano e genovese. A partire dalla seconda metà del ‘600, la tendenza raffigurativa si rivolse ad immagini più illusionistiche e frivole, ad una tipologia di dipinti di forte valenza decorativa, destinati al contesto privato, raffiguranti tripudi di putti, angeli o cherubini, e di cui la nostra tavola ne rappresentano un perfetto esempio.

L’invenzione disegnativa unita agli stupendi effetti luministici e cromatici sono caratteri che ci inducono ad assegnarne la paternità ad un pittore attivo a Roma attorno alla metà del XVII secolo. Si ricordano simili composizioni eseguite da Guglielmo Cortese detto il Borgognone (1628 – 1679), Franz Werner Von Tamm (1658 – 1724), Giovan Battista Gaulli (1639 – 1709), Carlo Maratta (1625 – 1713), e Giovanni Paolo Castelli detto Spadino (Roma 1650 – 1740).

Particolarità che rende unica quest’opera, è che il pannello è dipinto anche sul retro con due ornamenti verticali a motivi di foglie d’acanto, che sembrano scolpiti in stile ‘trompe l’oeil’. Con ogni probabilità la tavola è stata nel tempo divisa (a creare due porte forse per ornare una nicchia), per poi essere definitivamente riportata all’assetto originario. La pittura del retro è infatti non coeva, ma eseguita nel Settecento, in stile neoclassico.

Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione.

L’opera è corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.

Approfondimenti

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