Coppia nature morte con vasi in un giardino

Prezzo: N.D.
Ars Antiqua srl
Via Pisacane, 55
Milano
Italy
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Epoca:

Attr. Anna Caterina Gili (notizie 1729-1751)

Dimensioni:

(2) Olio su tela, cm 27,5 x 38 – con cornice cm 37,5 x 46,5

Ubicazione:

Via Pisacane, 55
Milano () Italy

Descrizione

Attr. Anna Caterina Gili (notizie 1729-1751)
Coppia nature morte con vasi in un giardino
(2) Olio su tela, cm 27,5 x 38 – con cornice cm 37,5 x 46,5

La coppia di nature morte in esame raffigura vasi di fiori e tralci d’uva entro una cornice paesaggistica di ampio respiro, caratteristica delle composizioni di Anna Caterina Gili, artista documentata tra il 1729 e il 1751. Solo il cielo denso di nubi minaccia la serenità di questa ambientazione bucolica, resa con leggerezza e brio. In entrambe le composizioni si ritrovano fiori e frutta disposti all’aria aperta tra vasi e ceramiche secondo il gusto dominante nella prima metà del XVIII secolo in Piemonte. La prima tela riprende una grande ciotola con un bouquet di foglie posta sopra la balaustra di un ampio terrazzo affacciato su un paesaggio lacustre, con colline ed un castello sullo sfondo. In primo piano vi è rappresentato un rigoglioso tralcio fiorito legato ad un arbusto spezzato, formato da fiori a grande corolla dai colori accesi, come rose, tulipani, peonie e le cosiddette ‘boules de neige’, collegate tra loro da fiori più piccoli, tra cui i narcisi gialli. La seconda tela presenta entro un panciuto vaso bronzeo un bouquet con fiori dalla grande corolla e di colori sgargianti: tulipani screziati aperti, rose centifoglie, gerbere e camelie blu, mentre a terra vi è una canestra da cui si sono rovesciati quegli stessi fiori utilizzati per ideare le due composizioni. Sia il ramo spezzato che i fiori riversi a terra suggeriscono l’ineluttabile fine della vita che passa attraverso il rigoglio della natura, a cui contribuiscono la luminosità diffusa e chiara, l’ambientazione scenografica, lo svolgersi in senso decorativo dei fiori, indicando una declinazione che è intrinsecamente barocca, a cui si aggiunge la resa matericamente corposa dei fiori stessi: la pittrice distribuisce saggiamente, alternandole, le zone chiare e scure in modo da far emergere i vasi dal fondo e isolare i singoli fiori evidenziandone le brillanti qualità cromatiche e luminose. Ciò è in primo luogo una conferma della modernità di queste tele, costruita con velature e spessori ma specialmente con una luminosità che si irradia senza ostacoli e cedimenti bagnando di iridescenze la superficie dei petali.
Anna Caterina Gili o Gillia era attiva per la corte sabauda, come testimoniano i pagamenti del 9 maggio 1739 “per haver dipinto un lambriggio, et altri diversi lavori fatti nell’appartamento detto degli archivij particolari di S.M. ; £. 877” (A. Baudi di Vesme, 1966, pp. 529-530). Poco si sa, però, della vita e della carriera della Gili, se non che fu attiva come artista decorativa – era addetta ai Fiori per gli zoccoli nelle stanze reali – per il Palazzo Reale di Torino e la Palazzina di caccia di Stupinigi, di cui sono esempi due imponenti componimenti floreali entro vasi dal sapore antico e che sono ambientati all’interno di rigogliosi giardini, come quelli qui raffigurati (Fiori, Palazzo reale e Stupinigi). Il suo lavoro è stato ascritto dalla critica all’interno di quella compagine di artisti che operava presso la corte sabauda alla metà del XVIII secolo, vicina a Christian Wehrlin e Michele Antonio Rapous. Da quest’ultimo in particolare riprese il gusto squisitamente rocaille di matrice austriaco e francese, per cui la natura morta appariva come un’idea arcadica sostenuta da velature sovrapposte di azzurro con grigi in trasparenza, il cui esito si percepisce nella coppia di Nature morte con vasi in un giardino qui proposte, intrise di un’aurea fumosa e fuori dal tempo. Probabilmente la Gili morì intorno al 1820, quando due nature morte di frutta in pastello furono attribuite a una “Rosa Gilli, Torinese” in una mostra locale di opere di artisti defunti. I suoi componimenti floreali sono oggi molto apprezzati dai collezionisti, come si evince dalla presenza sul mercato di alcune sue tele: Quattro vasi di fiori (Sotheby’s, 2006), Natura morta con fiori, vasi e frammenti architettonici in un giardino (Mercato antiquario), che presenta una ghirlanda floreale adagiata sulla balaustra in pietra simile nella struttura, unitaria e composita, con un avvicendarsi equilibrato di fiori grandi e piccoli, a quella qui dipinta.

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