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Epoca

XIX Secolo

Misure

cm 122 x 103

Descrizione

Inizio XIX secolo

Ritratto di gentiluomo 

 Olio su tela

L’opera in esame vede effigiato, secondo gli stilemi propri del ritratto ufficiale, il Commendatore Carlo Rabuffo di San Michele, come l’iscrizione a tergo della tela suggerisce. L’uomo raffigurato presenta un abbigliamento elegante e sobrio, composto da stretti pantaloni in fustagno che scompaiono degli alti stivali in pelle, una giacca di velluto verde con le lunghe code sul retro, che nasconde un panciotto bianco, mentre al collo vi è una stretta cravatta in pizzo dalla quale pende la medaglia che identifica l’uomo come commendatore dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, effige dei Savoia, carica introdotta nel 1831, il che fa supporre un post quem per la realizzazione del presente dipinto.

L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (detto anche Ordine Mauriziano) è un ordine cavalleresco di Casa Savoia nato dalla fusione dell’Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio e dell’Ordine per l’Assistenza ai Lebbrosi di san Lazzaro. Istituito nel 1572, tutt’ora è retto da  Amedeo di Savoia-Aosta. L’ordine più antico, quello dei Cavalieri di San Lazzaro, fu fondato come ordine militare religioso al tempo del Regno Latino di Gerusalemme verso l’anno 1090. Era concepito per la cura dei lebbrosi e molti suoi membri guariti divennero suoi cavalieri. Con la caduta di Acri nel 1291 i cavalieri di San Lazzaro lasciarono la Terra Santa e l’Egitto per trasferirsi prima in Francia, e poi, nel 1311, a Napoli. La Santa Sede soppresse il,cavalierato incorporandolo nell’Ordine dei cavalieri di San Giovanni sin dal 1400, ma i cavalieri italiani, forti della protezione del re di Francia, rifiutarono di accettare la volontà papale.

L’Ordine di San Maurizio, invece, venne fondato a Ripaglia nel 1434 da Amedeo VIII di Savoia, in seguito divenuto l’antipapa Felice V. Si trattava, però, più di una confraternita religiosa che di un vero e proprio ordine cavalleresco. Tanto che alla morte di Amedeo VIII di Savoia esso cessò di esistere. Guglielmo Baldesano, storico di Carlo Emanuele I, al quale il duca affidò la stesura della prima opera in cui si tratti dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro, così scrisse dell’Ordine creato da Amedeo VIII: «Errano…coloro, i quali pertinacemente affermano che allhora fussero istituiti i cavallieri di San Mauritio dal primo duca di Savoia Amedeo; et molto più propriamente havrebbero ragionato se havessero detto che esso principe gli haveva fatto mutare professione et di cavallieri diventare eremiti sotto il titolo però di San Mauritio. In oltra, posto che allhora fussero stati instituiti i mauritiani cavallieri, non sarebbono stati riconosciuti et accettati sì fatti cavallieri dall’altre militie religiose, né havrebbero goduto de’privilegi ch’esse godono, non essendoci concorsa l’auttorità apostolica».

Con l’Unità d’Italia nel 1861, l’ordine divenne un ordine di stato italiano aperto a meriti civili e militari. Già Carlo Alberto lo aprì anche ai non nobili, ma fu suo figlio Vittorio Emanuele II a stabilirne i cinque gradi tradizionali di merito: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, cavaliere ufficiale, cavaliere. Fu Carlo Alberto nel 1839, inoltre, a stabilire la fondazione della Medaglia mauriziana per i cinquant’anni di carriera militare, concessa nel Regno di Sardegna, nel Regno d’Italia e mantenuta anche dalla Repubblica Italiana.

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