Outdoor 2018: Heritage? a Roma nell’anno dedicato al patrimonio culturale

Pubblicato il 18 maggio 2018

Outdoor è tornato ad abitare i luoghi in disuso della capitale: dal 2010 valorizzazione e fruizione per la metropoli italiana

Sono passati 8 anni da quando un progetto chiamato Outdoor ha animato i palazzi del quartiere Ostiense di Roma: manifesti attaccati sulle mura in cemento dei grandi complessi popolari hanno dato vita ad una valorizzazione urbana che di lì a poco si sarebbe diffusa a macchia d’olio in molte zone della metropoli.

Dopo aver valorizzato e rimesso in moto luoghi caduti in disuso quali l’Ex Dogana nel quartiere San Lorenzo e l’ex caserma Guido Reni nel quartiere Flaminio, dal 14 Aprile al 12 Maggio NuFactory, a capo del progetto, ha lavorato dentro l’Ex Mattatoio Testaccio, spazio già ampiamente dedicato alla vita sociale e culturale della città. Due grandi padiglioni espositivi, un mercato, conferenze ed eventi musicali ed un progetto dedicato alla televisione italiana si sono susseguiti nell’arco di cinque weekend, abbracciando la città e anticipando l’Estate Romana.

L’interrogativo posto nei confronti del pubblico è semplice: cos’è l’Heritage? Nell’anno Europeo del Patrimonio Culturale, il MIBACT invita tutti a prendersi cura di ciò che ereditiamo giorno per giorno e che contribuisce al mantenimento della nostra storia, così come alla scoperta della nostra cultura. Tuttavia, la percezione che generalmente si ha del patrimonio culturale cambia in molti modi, per questo motivo la domanda viene posta a tutti, perché neppure NuFactory conosce la risposta: cos’è il patrimonio? Proviamo a scoprirlo insieme.

 

Un interrogativo sempre presente, che invita il pubblico all’interazione e alla condivisione, sia essa online che offline: per la prima volta non ci sono più molteplici spazi, ciascuno contenente un’opera specifica, ma uno spazio solo, all’interno del quale ognuno può trovarsi in un percorso e fruirlo nel massimo delle sue potenzialità. Una metafora della nostra vita quotidiana, così come della nostra società, in continua trasformazione: siamo su un’unica grande nuvola in cui archiviamo informazioni importanti, ognuna vitale alla nostra posizione all’interno dell’habitat che potremmo definire umano.

Il padiglione 9A ed il padiglione 9B sono stati gli spazi espositivi di riferimento: il primo dedicato alle installazioni, il secondo alla mostra.
Nel 9A infatti, tre i progetti che hanno coinvolto il pubblico: Google Art Project per la sezione Stories, Franz Rosati con lo IED di Roma per Map of Null ed un intervento artistico collettivo in collaborazione con APA, Express Yourself. Oculus VR, bombolette spray ed universi digitali metafisici sono stati gli strumenti attraverso i quali il pubblico è stato coinvolto per un’esperienza diretta verso ciò che è patrimonio. Una visita a 360 gradi nel quartiere Torpignattara di Roma con il racconto di emigrati di seconda generazione, la possibilità di scrivere con una bomboletta su un muro bianco ed un viaggio digitale attraverso un universo metafisico. La possibilità di toccare con mano il patrimonio e riflettere sulla sua continua mutazione è proprio alla base di questa edizione del festival romano, che non manca di creatività e innovazione, dimostrando di essere perfettamente aderente al momento storico e culturale in atto.

 

Il padiglione 9B dedicato alla mostra a cura di Antonella Di Lollo e Christian Omodeo si è svolto su quattro percorsi differenti, due verticali e due orizzontali: il futuro è il soggetto dei 4 itinerari, la sua capacità di reinterpretare il passato, riviverlo e trovarsi in discontinuità o continuità con esso i 4 concept. Artisti italiani e stranieri quali Rub Kandy, Uno, Tony Cheung, Ricky Powell, Mathieu Trembiln e ancora altri hanno dato un contributo speciale a questo spazio pieno di arte e progettualità, senza svilirne l’origine archeologico-urbana.

 

Un’edizione che invece di mettere un punto ed andare avanti con le prossime, apre una serie di interrogativi che permettono un dialogo costante: fra cittadini e artisti, fra territorio e arte urbana, fra cittadini e cittadini. Una mossa audace quanto rischiosa, che ha permesso di alzare il livello di una manifestazione culturale ed estetica degna di una capitale europea.

 


Eleonora Rebiscini, storica dell’arte e aspirante blogger, inizia ad affacciarsi nel mercato dell’arte contemporanea.
Passatempo preferito: scattare fotografie al museo e pubblicarle su instagram con @elancora.