Paris sera toujours Paris

Pubblicato il 23 marzo 2018

Paris sera toujours Paris, diceva una canzone, e come darle torto.

Parigi è una città impregnata di storia, arte, magia, luci e musica. Per scoprire ogni suo angolo e segreto bisognerebbe passarci almeno un mese, perché non è una città che va semplicemente visitata, ma va vissuta. Per l’immensa varietà di cose da vedere ed esperienze da fare, molti musei e mostre minori vengono ignorati a favore delle gemme più famose della corona artistica parigina.

Appena tornata da un breve viaggio nella capitale francese, vi riporto delle perle che, secondo me, vale la pena vedere.

 

Musée des Arts et Métiers:

Questo museo, creato nel 1794, è situato nell’Abbazia di Saint-Martin-des-Champs ed è il museo dell’innovazione tecnologica. Già il luogo in sé merita una visita ma l’esposizione all’interno, rinnovata nel 2000, offre un percorso cronologico dalle invenzioni più antiche a quelle più moderne e comprende quasi 3000 oggetti. La mostra è suddivisa in diverse aree basate su temi differenti: strumenti scientifici, materiali, costruzione, comunicazione, meccanica e trasporto. Inoltre durante la visita ci sono delle stazioni interattive, in cui si può capire il funzionamento di alcuni meccanismi sperimentandoli di persona. Questa esposizione offre la possibilità non solo di vedere il progresso scientifico e tecnologico, ma anche il gusto di un’epoca a noi ormai lontana: non bisogna mancare la piccola stanza dedicata ai macabri carillon del 1800, statue che, una volta attivate, si muovono e producono diverse composizioni musicali. Il tutto si conclude in quella che una volta era la chiesa vera e propria: oltre a osservare le invenzioni presenti, ci si perde ad ammirare le magnifiche vetrate colorate che permettono di immergersi in una luce nuova. Proprio in questa ultima parte è presente (e funzionante) il modello originale del pendolo di Foucault.

 

Musée National de la Légion d’Honneur et des Ordres de Chevaleire:

Esattamente di fianco all’ingresso del famosissimo Musée d’Orsay, questa mostra si trova nel Palais de la Légion d’honneur, anche detto Hotel de Salm. L’ingresso, a differenza di molti altri musei, è completamente gratuito per tutti quanti. Qui vengono illustrati, attraverso documenti di ogni genere, gli ordini cavallereschi e nobiliari dell’Ancien Régime, nonché la creazione della Legione d’Onore da parte del primo console Bonaparte nel 1802. Oltre a ciò, c’è una vasta collezione di decorazioni militari e civili francesi e di ordini di paesi stranieri (tra cui l’Italia), medaglie cerimoniali e di guerra, nastri, gioielli reali ed abiti, spille ed arazzi provenienti da diversi luoghi del mondo. Inoltre, mentre si percorrono le sontuose sale del palazzo, ci si imbatterà in dipinti ad olio di Napoleone (e nei suoi appariscenti abiti cerimoniali e nelle armi che sfoggiava in queste occasioni) e di Patton.

 

Musée de l’Orangerie:

Situato nell’incantevole giardino delle Tuileries, questo piccolissimo museo sta riscuotendo un discreto successo. Non potrà fare di certo concorrenza al suo mastodontico vicino, il Musée du Louvre, ma lo considero una delle pietre più lucenti della bellissima Parigi. Anticamente era, come dice lo stesso nome, l’orangerie del palazzo reale, ovvero dove venivano ospitati gli alberi di arance. Nel 1921 si iniziarono i lavori per trasformare questo luogo in un annesso al museo du Luxemburg. Dopo svariati anni di trattative aprì al pubblico nel 1927. È diviso in due piani: nel primo si trova la più incredibile ed unica esposizione di alcune opere di Claude Monet. Egli, per simboleggiare la fine della prima guerra mondiale e la pace, donò les Nympheas, serie di pannelli decorativi creati apposta per le due sale ovali dell’edificio. Questa serie unica al mondo ci lascia una grande testimonianza dell’opera dell’ultimo Monet: questa mette un punto al ciclo delle Ninfee, iniziato trent’anni prima. Lo spettatore si trova inglobato nel mondo dell’artista, come se riuscisse a vedere le cose con i suoi occhi: le stanze interamente bianche fanno risaltare la bellezza e la delicatezza di queste opere. Al piano inferiore, invece, si trova la collezione Jean Walter – Paul Guillaume. All’interno di essa si trovano opere di artisti come Cézanne, Renoir, Matisse, Modigliani, Picasso, Rousseau e molti altri. Iniziata da Paul Guillaume, morto in giovane età, la collezione passò in mano a sua moglie, che, insieme al secondo marito Jean Walter, se ne occupò vendendo e acquistando pezzi diversi per poi cederla a questo museo. Essa rappresenta non solo i gusti dei proprietari originari, ma offre anche uno spaccato di storia che va da fine Ottocento agli anni ’30 del secolo scorso.

 

 


Clelia Anselmi, anno 1997, è una studentessa di Beni Culturali, indirizzo: musica e spettacolo.
Le sue più grandi passioni sono tutto ciò che riguarda il teatro e l’arte, ma anche i libri e (di conseguenza) scrivere.