That’s IT! il MAMbo apre le sue porte alla città di Bologna

Pubblicato il 7 luglio 2018

Arte e confini

In italia l’arte ha da essere italiana

in polonia polacca

in turchia turca e se un turco va a dipingere in polonia

che arte ha da fare?

e se la polonia occupa la turchia? in italia arte italiana e a un metro e ottanta dal confine francese?

in italia arte italiana

in sicilia siciliana

in piemonte piemontese

a milano milanese

e in corso garibaldi 89?

in italia l’arte ha da essere arte

in polonia arte

l’etichetta verrà dopo.

Bruno Munari

 

That’s amore: That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine non è una retorica “buonista“ sul valore della diversità e del confronto, né tantomeno una scorrevole e modulare mostra sull’importanza della convivenza di stili e ispirazioni diverse nel complesso mondo dell’arte contemporanea e della contemporaneità tutta. Non è neppure un assaggio delle diverse correnti artistiche attualmente in circolazione, ma allora cos’è? Prima di tutto dov’è: al MAMbo, Bologna, sotto i portici di Via Don Minzoni. Quando: dal 21 giugno all’11 novembre.

Ma procediamo con ordine: un anno fa entra al MAMbo Lorenzo Balbi, classe 1982, dopo un’esperienza di ben dieci anni come mediatore culturale, operante nell’ufficio registrar poi e curatore ancora dopo alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino. Due realtà totalmente diverse: l’una privata l’altra pubblica, la prima con larghi margini di spesa, la seconda forse con qualcosa in meno (non necessariamente a livello economico).

Una sfida che il neo direttore si è trovato ad accogliere e che, nel corso dei colloqui di selezione per il posto, ha più volte ribadito: non avrebbe fatto mostre monografiche su grandi artisti nazionali e stranieri, ma avrebbe garantito una eterogeneità ed una sperimentazione miscelatrice in linea di continuità con la storia del Museo.

Il MAMbo infatti è stato sempre un Museo Civico di rappresentanza dell’arte contemporanea nazionale, con la collezione Morandi al suo interno ed un’attenzione particolare verso la storia della città, un grande museo per un Paese in continua evoluzione, insieme ai suoi percorsi sociali e politici del XX e XXI secolo: dal 1975 un’arte ininterrotta di idee ed evoluzioni della nostra penisola.

Lia Cecchin, DADA POEM to a fearless female, 2018. Installation view at MAMbo, Bologna, 2018. Photo: EB Photo.

 

É così che dodici mesi fa inizia un percorso che porta all’esposizione di ben 56 fra artisti e collettivi, tutti nati in un periodo compreso fra il 1980 ed il 1996. I cosiddetti millenials, che come è stato detto in sede di conferenza stampa, stanno conquistando il mondo, ma non possono stare troppo tranquilli, perché i post millennials stanno già prendendo il loro posto.

Diego Tonus, Anonimo. A Moment of Darkness, 2018. Installation view at MAMbo, Bologna, 2018. Photo: EB Photo.

 

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è una mostra che sperimenta e oltrepassa i confini del Museo: una vetrina che dà sui portici permette di intravedere cosa accade all’interno dello spazio espositivo, le consuete categorie artistiche scompaiono in favore di un dialogo con il visitatore, il cittadino ed il territorio tutto. Fra i nomi che compaiono all’interno della storica Sala delle Ciminiere impossibile non citare Benni Bosetto, Alice Ronchi, Irene Fenara, Alessandro di Pietro, Diego Marcon, Roberto Fassone e tanti altri. Biliardi utilizzabili per giocare, fotografie, installazioni, apparati audio e video che invadono lo spazio espositivo e scardinano la dimensione fra interno ed esterno, in un invito totalizzante di coesistenza fisica e mentale.

Michele Sibiloni Fuck-it, 2016. Installation view at MAMbo, Bologna, 2018. Photo: EB Photo.

 

That’s IT, that’s ITALIA: è giusto o sbagliato definire tramite la sua nazionalità un artista? Nel mondo in cui viviamo ha ancora senso parlare di artista italiano, francese, inglese, tedesco? O forse siamo giunti ad un livello di contaminazione tale che oramai gli aggettivi sembrano superflui?

Questi sono gli interrogativi che si pone il curatore, si sono posti gli artisti e si spera si porranno i visitatori che, in questa Bologna Estate 2018, avranno senz’altro qualcosa di cui parlare nel consueto orario dell’aperitivo.

 


Eleonora Rebiscini, storica dell’arte e aspirante blogger, inizia ad affacciarsi nel mercato dell’arte contemporanea.
Passatempo preferito: scattare fotografie al museo e pubblicarle su instagram con @elancora.