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Luciano Borzone (Genova, 1590 – 1645), Cristo deriso

Descrizione

Luciano Borzone (Genova, 1590 – 1645)
Cristo deriso
Olio su tela, cm 109 x 98 – con cornice cm 116,5 x 105

La tela in esame per impostazione e stile individua la mano di Luciano Borzone (1590 – 1645) artista di origine genovese, avviato alla pittura dallo zio Filippo Bertolotto (attivo nel XVI – XVII secolo). Apprezzato dal principe di Massa Alberico Cybo riuscì col suo aiuto a entrare presso la scuola di Cesare Corte (1550 – 1613). Notato da Giovanni Carlo Doria e passato sotto la sua protezione, il Borzone lo seguì a Milano, città nella quale ebbe modo di conoscere la pittura del Seicento lombardo. A Milano ricevette numerose commissioni dalla ricca aristocrazia lombarda, vedendo crescere la sua fama a tal punto che al rientro a Genova aprì una propria bottega.
Il linguaggio pittorico del Borzone si allinea al gusto barocco, esprimendosi con uno spiccato naturalismo, legato a Cesare Corte, a Giovan Battista Paggi, ma anche alla lezione lombarda e milanese. L’apprezzamento della pittura caravaggesca lo porta a ricercare una pennellata stesa a velature dove gli accenti luminosi paiono sfumare e definire le forme con tocco raffinato ed aulico.
La tela in esame sottolinea le influenze della sua pittura e la sintesi di qualità ed espressività raggiunta dalla sua mano. La resa dell’incarnato di Cristo, più chiaro e luminoso rispetto ai toni cupi della pelle dei due aguzzini ai lati, così come la capacità di rendere la tensione del momento e la violenza dell’azione tramite un uso sapiente della luce, che sa essere delicato, ma al contempo sufficientemente forte per far risaltare i volumi dei protagonisti, risentono della lezione del Paggi. Borzone restituisce il dramma e la violenza della scena: Cristo sta per essere svestito dai due aguzzini al suo fianco per essere mostrato alla folla, mentre un fanciullo, in basso a sinistra, porta sulle spalle due verghe, gli strumenti di tortura. Difatti, si scorge sulla destra una colonna a cui è legata una corda, con la quale Cristo è stato trattenuto per i polsi durante la flagellazione. Il pathos della scena è incrementato dal volto intenso di Gesù con lo sguardo colmo di dolore rivolto verso l’alto, in contatto con il Padre.
L’opera può essere messa a confronto con due tele del Borzone, raffiguranti Ecce Homo, una conservata presso la collezione di Eni e l’altra presso il Museo Cappuccini di Genova. Si riscontra in tutte una simile drammaticità ed enfasi, restituita grazie ad una attenta qualità luministica ed espressiva.

Epoca:

XVII secolo

Dimensioni:

Olio su tela, cm 109 x 98 – con cornice cm 116,5 x 105

Ubicazione:

Via Pisacane, 55
Milano () Italy
Ars Antiqua srl

Venditore:

Ars Antiqua srl Via Pisacane, 55 Milano Italy

0229529057