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Epoca

Seicento

Misure

in cornice 128 x 105 cm

Descrizione

Bernardino Campi (Cremona 1522 -1591), bottega/cerchia di
Ritratto dell’imperatore Giulio Cesare (Roma 100 a.C.- 44 a.C.), iscritto in alto C. IVLIVS. / I

Olio su tela (107 x 85 cm., in cornice 128 x 105 cm.)

Dettagli di questo dipinto direttamente sul nostro sito personale al seguente indirizzo – link –

Lo scrittore latino Svetonio con la sua opera ‘De vita Caesarum’ ispirò Tiziano Vecellio che, nel 1537, dipinse per il duca Federico II di Gonzaga i ritratti degli undici imperatori, ornando le pareti per una piccola stanza del Palazzo Ducale di Mantova, nota come il Gabinetto dei Cesari (https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-r5020-0001297).

Tali effigi avevano lo scopo di sancire il legame tra la nuova epoca e la classicità con i suoi fasti, nonché per celebrare il valore e la saggezza dei governanti, che si percepivano come valorosi nuovi imperatori.

La serie tizianesca ebbe un tale successo che il pittore cremonese Bernardino Campi la replicò diverse volte per far fronte alle continue richieste dei più importanti mecenati e signori d’Italia: tra questi Ferdinando d’Avalos, Governatore di Milano e Vespasiano Gonzaga.

La seria realizzata per Ferdinando d’Avalos, in particolare, è oggi custodita in gran parte nelle collezioni del Museo di Capodimonte di Napoli (https://catalogo.beniculturali.it/search/Site/1eadf41d1cbc1a1c1770ab95df42d793?agent=Bernardino+Campi).

Dato che gli originali di Tiziano, prima acquistati da Carlo I d’Inghilterra per poi passare nelle collezioni dei Re di Spagna, furono distrutti nell’incendio dell’Alcazar nel 1734, fu soprattutto grazie alle repliche di Campi, che le opere originali ci sono oggi note.

Il dipinto presentato, che raffigura il primo imperatore Caio Giulio Cesare (Roma 100 a.C.- 44 a.C.), presentato con i tipici simboli del generale vincitore: la corona di alloro sulla testa e il mantello color porpora, si inserisce pertanto in una di queste numerose riproduzioni degli Undici Cesari che la bottega di Bernardino Campi non smise di replicare nei decenni successivi, grazie al contributo dei numerosi allievi.

Nel lavoro della bottega l’influsso del maestro è ben presente nelle parti che esprimono il decorativismo lineare e la ricerca della preziosità nei particolari tipica di Bernardino Campi, capaci di conferire all’immagine, insieme all’impatto di “potenza”, anche una originale leziosità.

Il dipinto, restaurato, si presenta in eccellenti condizioni di conservazione ed è completato da una piacevole cornice.

Come ogni nostro oggetto, l’opera viene corredata di certificato di autenticità e scheda descrittiva.

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