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Epoca

XVI secolo

Misure

cm 53 x 80,5 - Cornice cm 72 x 100

Descrizione

Cerchia di Giovanni Busi Cariani, XVI secolo

Sacra Conversazione con san Bartolomeo e Santa 

Olio su tavola

 

Come afferma anche lo storico dell’arte Roberto Longhi nel corpus pittorico di Giovanni Busi detto Cariani si ritrovano opere tra di loro molto diverse. Longhi confronta infatti il catalogo di Giovanni Cariani a una specie di albero della cuccagna al quale “stanno appesi in premio, per i volenterosi, croste e capolavori di origine del tutto diversa. Longhi vuole mettere in evidenza la grave confusione che regna nel corpus del pittore.  Nella sue opere ritroviamo spunti che guardano alla tradizione veneta del tempo: Uno dei dipinti più antichi di Cariani, la tavola delle Gallerie dell’Accademia,. apre sulla possibilità di chiarire il suo avvio artistico non soltanto in chiave belliniana, come si è ripete di solito, ma piuttosto in linea con la tarda attività di Cima da Conegliano. Cariani risulta collegato anche a Giorgione, soprattutto se si guarda Cristo e l’Adultera del Musée Condé di Chantilly. Una stretta sintonia si ritrova anche con le opere di Palma il Vecchio, tant’è anche i contemporanei confondevano a volte dipinti del Cariani con quelli di Palma il Vecchio: nelle Cupidine che siede con l’arco in mano, in un Inferno” di Cariani e nel Cristo che assolve l’adultera” di Palma il Vecchio, si sente in entrambe l’eredità leonardesca riletta però attraverso gli occhi di Giorgione.

Figlio di Giovanni, Giovanni Busi detto il Cariani nasce con molta probabilità a Fuipiano al Brembo tra il 1485 e il 1490. Nel 1509 Giovanni è testimoniato a Venezia, città dove il padre ricopriva una carica presso il governo della Repubblica, ed è probabilmente già noto e affermato poichè viene definito quale “maestro”. Nonostante le notize sull’attività giovanile del Cariani siano scarse le opere ritrovate sono sufficenti a ricostruire la carriera in modo esaustivo. La prima opera menzionata dalle fonti, La tela del Cupidine che siede con l’arco in mano in un inferno, fu segnalata da Marcantonio Michiel già nel 1512 nella casa di Francesco Zio a Venezia. Nel 1517 il Cariani evidentemente considerato un vero veneziano, ebbe la carica di bancale, ovvero assistente del Gastaldo uno dei capi, quindi, della Scuola dei pittori. I documenti veneziani non lo menzionano più tra il 1517 e il 1524; si è potuto supporre che il pittore non soggiornasse più in città ma si fosse spostato a Bergamo, il che può essere comprovato dai dipinti da lui eseguiti, firmati e datati, del ritratto di gruppo della Famiglia Albani (1519, Bergamo, coll. Roncalli), la Resurrezione di Cristo (1520, Milano, Pinacoteca. di Brera, già coll. Gerli) e la Madonna con offerente (1520, Bergamo, Accademia Carrara) e la Pala di San Gottardo (Accademia di Brera). Tra il 1524 e il 1532 è a Venezia, qui il suo stile si sviluppa parallelo a quello di Palma come dimostrano le opere di grande formato della Sacra conversazione con s. Elena e Costantino (Bergamo, Accademia Carrara); Madonna che cuce (Roma, Galleria nazionale); Visitazione (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Lo stile del Busi è caratterizzato da un’ascendenza lombarda che lo porta a una “volgarizzazione” del linguaggio veneto, un’articolazione compositiva solida e rigorosa, la preferenza per i formati quadrati, un gusto decorativo per gli effetti di superficie, l’addensarsi delle figure nei primi piani come in un proscenio, un accento di rustico realismo unito a una grande forza espressiva, la semplicità della scelta iconografica, il vigoroso modellato dei volumi.

La presente tela può essere collegata a un pittore che reinterpreta e fa proprio il linguaggio del Cariani come testimoniano alcune tele come la Madonna e San Sebastiano del Louvre, la Madonna con Bambino con san Giovannino e san Antonio

Bavarian State Painting Collections e la Madonna con Bambino e santi Galleria dell’Accademia, Venezia. Alcuni rimandi si possono anche ritrovare nel linguaggio di Palma il Vecchio, soprattutto se si guarda la posa del Bambin Gesù e l’importo, come dimostrano gli esempi della Gemäldegalerie Alte Meister (Dresden) della Staatliche Kunstsammlungen Dresden.

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