Prezzo: N.D.
Antiquariato Goglia di Rosano Domenica
Via Ettore Corcioni 26
Carinaro (IT)
3476092521
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Epoca

700

Misure

Altezza 105 cm Lunghezza 127 cm

Descrizione

DESCRIZIONE

Dipinto intitolato “Capriccio architettonico con il vaso Medici, il tempio della Maison Carrée di Nimes, il tempio di Minerva Medica, la colonna di Marco Aurelio, l’arco di Settimio Severo, il tempio di Vesta di Tivoli”, opera di maestro italiano attivo nel XVIII secolo seguace di Giovanni Paolo Pannini (1692–1765), olio su tela con bella cornice in legno dorato a foglia oro zecchino rifatta in stile.

L’opera è supportata dalla perizia eseguita della dott.ssa Arabella Cifani / Storico ed esperto d’Arte Perito d’Arte del Tribunale di Torino – Iscritta al Ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Torino

Su richiesta è possibile inviare la perizia in PDF tramite e-mail.

Dimensioni : Altezza 105 cm Lunghezza 127 cm

Provenienza : Italia, ambito romano
Periodo : 18esimo secolo
Materiali : olio su tela, cornice in legno intagliato e dorato a foglia oro
Condizioni : ottimo stato di conservazione.

La tematica qui affrontata nell’opera rientra nella generica casistica della pittura di veduta tipica del XVIII secolo ma ad un occhi più attento scorgiamo come le rovine architettoniche dipinte ono frutto di un assemblaggio immaginario e non di una veduta toponomasticamente veritiera. Siamo in presenza infatti di un cosi-detto “capriccio architettonico”, ovvero vedute immaginate dal fervido estro creativo del pittore con l’intento di riunire più monumenti ( in questo caso della roma imperiale) in un unica porzione di tela. Molti pittori all’epoca abbracciarono la pittura dei capricci confluendo in tal modo nella creazione di un vero e proprio genere pittorico inglobato nel più vasto filone del vedutismo.

Gli edifici rappresentati sono tutti chiaramente identificabili ma rivisitati secondo la libera combinazione conferitale dal pittore ispirato anche lui a sua volta dalle opere di G.P.Pannini, (Piacenza,1691- Roma, 1765) uno dei capostipiti questo genere artistico , il più importante pittore di topografia romana nel XVIII secolo. Le composizioni del Pannini ebbero enorme successo all’epoca e frequentemente replicava le sue opere o anche solo porzioni di esse affidandole ad allievi; esistono infatti numerose versioni del dipinto che venne riprodotto più volte con o senza varianti dal pittore e molte sono le versioni di esso conosciute e transitate sul mercato antiquario.

Secondo quanto riporta la Cifani nella perizia, “esiste per questo dipinto esiste un disegno del Pannini del 1730 e anche un’incisione, simile, ma non identica nello sfondo, realizzata nel 1753 da Johann Sebastian Müller”.

Sul retro della tela vi è un’etichetta strappata, sulla quale si legge “James Bourlet&Sons”,inerente ad un passaggio del dipinto in Inghilterra e precisamente in Londra.

Bibliografia
F. Arisi, Gian Paolo Panini e i fasti della Roma del ‘700, Rome 1986, n. 392, ill. , ivi bibliografia precedente.

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