Cosa è un’Icona?

Pubblicato il 21 Maggio 2019

Che cos’è l’Icona? Qual è il suo significato teologico ed artistico? E cosa la differenzia dall’arte religiosa?
Sono domande che frequentemente ci si pone. Ebbene, partiamo dal presupposto che tutti sappiano che le Icone esistono, ma pochi sanno cosa sono. 
L’Icona nasce nei primi secoli del cristianesimo, con lo scopo di testimoniare lo splendore di Dio fatto uomo e la dignità dell’uomo creato ad immagine e somiglianza del suo Creatore.
Non è una semplice immagine, come si potrebbe credere, ma luogo della Presenza Divina. Una rivelazione del Divino.
Lo scopo principale dell’iconografia era quello di presentare, annunciare, manifestare ed esprimere la realtà spirituale dei Misteri della Fede. Appare come un controsenso, eppure è un’opera teologica -ed artistica- che, data la sua natura religiosa, esprime l’Invisibile.
Secondo la tradizione ortodossa, così come nell’Eucarestia Cristo si dona, nell’Icona Cristo si mostra. Tutta la rappresentazione iconografica vuole rivelare il mistero dell’Incarnazione e della nostra Salvezza-Santificazione.
L’icona rappresenta non la carne corruttibile, destinata alla decomposizione, ma la carne trasfigurata, illuminata dalla Grazia, la carne del Mondo che verrà. Essa trasmette con mezzi materiali, visibili agli occhi, la Bellezza e la Gloria Divina.
L’Icona è il visibile dell’Invisibile“, dicono i Padri della Chiesa. E’ venerabile e Santa, perché trasmette lo stato deificato del suo prototipo -Gesù Cristo- e ne porta il nome, perché in essa è presenta la Grazia che appartiene al prototipo.
 
Quindi come definire cos’è l’Icona?
Pavel Florenskij la definisce “una finestra sul mondo Divino”. “E’ l’anello di congiunzione fra ciò che è umano e ciò che è Divino” secondo Giovanni Boschetti. 
Sono, quindi, emanazioni formali, proiezioni nel mondo sensibile di prototipi Celesti. Le Icone sono rappresentazioni simboliche. Non pensate che siano raffigurazioni realistiche: hanno tutt’altro scopo. Infatti, una raffigurazione religiosa realistica non ha valore di immagine miracolosa. Se così fosse, non si parlerebbe di Icone, ma di quadri religiosi.
Icona: Arte Sacra, non arte religiosa.
Icona: Arte Bizantina, Arte della Bellezza Divina.
Icona: Vera Arte.

L’Icona russa è una delle più grandi manifestazioni d’arte mondiale. 

La sua forza sta nell’essere presto diventata una tradizione artistica. Di fatto, le Icone Russe si affermano ben presto come vera e propria arte nazionale, capace di raggiungere la perfezione grazie ad un’eccezionale stabilità
Fino al al XVIII, quest’arte ha conservato la sua energia interiore e vitalità: un fenomeno unico nella storia della pittura.
Costretti a scegliere i loro soggetti in un campo limitato, i pittori di Icone, hanno concentrato tutto il loro talento nell’espressione artistica, arrivando a raggiungere un livello altissimo di bravura. Ciò ha determinato una particolare stabilità e ricchezza espressiva, che è tipica della Scuola Russa.
Opere di tale bellezza, sono anche pervase da un significato profondo, ben lungi dall’essere ristretto al valore religioso o alle frontiere tematiche.
Le più alte realizzazioni delle Icone Russe appartengono al geniale Andreij Rublev ed, in particolare, nella sua “Trinità”, in cui il profondo significato interiore si unisce al ritmo della linea e all’armonia dei colori. 
Le opere di questo semplice monaco venuto dal popolo, non furono solo una fiammata fugace, nelle tenebre del Medioevo.
Il brillante slancio di Rublev era stato preparato dal lavoro di generazioni di maestri talentuosi, purtroppo rimasti sconosciuti.
Secondo la tradizione, Rublev passava il suo tempo libero a contemplare, con appassionata attenzione, le opere dei suoi predecessori e dei suoi confratelli. A sua volta, come è chiaro che sia, le sue opere saranno fondamentali per ispirare nuovi artisti.
Terminata la grande Rivoluzione Socialista di Ottobre e, liberate dall’uso esclusivamente liturgico, le Icone Russe vennero riunite in musei, raccolte, fatte oggetto di restauri e studi approfonditi.
Finalmente, la pittura delle Icone è apparsa come una sorgente di inesauribile valore artistico e simbolico.
“La mia generazione ha avuto la fortuna di scoprire per la prima volta l’Icona russa, sotto gli strati di vernice e le iscrizioni posteriori che la oscuravano e di far conoscere al mondo un’arte brillante che ci colpisce e ci incanta per la squisita armonia dei suoi colori, per il ritmo è la sicurezza delle sue linee, per il carattere profondamente ispirato delle sue immagini. Uscendo dallo stretto campo della religione, cessando di essere strumento di dominio delle coscienze, le Icone sono divenute, per la prima volta, oggetto di una libera ammirazione estetica e risplendono di una bellezza sconosciuta finora. Osservando con soddisfazione l’interesse crescente per l’Icona russa, noi ci auguriamo che la pubblicazione dei capolavori di questa Arte nelle Collezioni Unesco dell’Arte Mondiale, contribuirà alla consacrazione della pittura dell’Antica Russia, come parte integrante del tesoro costituito dall’eredità dell’umanità intera.”
IGOR GRABAR – Accademico – pittore del popolo dell’URSS – prefazione pubblicazione “URSS Antiche Icone Russe” – Mostra di New York – 1954)
Giovanni Boschetti – Ikon Rus’