Veduta del Lago Maggiore con l’Isola dei Pescatori, Marco Calderini (1850 – 1941)

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Epoca:

XX secolo

Dimensioni:

Olio su tela, cm 88 x 141 – cornice cm 118 x 169 x 9

Ubicazione:

Via C.Pisacane, 55
Milano () Italia

Descrizione

Marco Calderini (Torino, 1850 – 1941)
Il Lago Maggiore con l’Isola dei Pescatori
Olio su tela, cm 88 x 141 – cornice cm 118 x 169 x 9
Firmato in basso a sinistra

Uno dei principali esponenti del paesismo piemontese dell’Ottocento, uomo di ampia cultura e statura morale, focalizza la quasi totalità della lunga attività pittorica sul tema del paesaggio riprodotto dal vero tra le campagne e le montagne piemontesi e valdostane.
La decisa influenza artistica e morale del maestro Antonio Fontanesi compare nelle sue opere di gioventù, dalle quali si distingue in seguito con l’avvicinamento alla corrente verista della Scuola di Rivara e personalizza le sue opere con un rigoroso realismo naturalistico che va ad accentuare un senso di immobilità, totalmente opposto a quello del maestro. Il soggetto viene reso con estrema precisione, calcolo geometrico e prospettico.
Nato a Torino da Michelangelo, corriere presso le Poste e la francese Virginia Pernaud, si iscrive alla facoltà di lettere dell’Università di Torino e nel contempo consegue il diploma di insegnante di francese, storia e geografia. Indirizzato all’arte da alcuni amici si iscrive all’Accademia Albertina di Torino, dove dal 1867 al 1873 frequenta le lezioni di Enrico Gamba, Andrea Gastaldi e Antonio Fontanesi, ottenendo una medaglia d’oro nel 1872 a conclusione del corso di paesaggio. Viene presto avviato alla riproduzione di soggetti dal vero dallo stesso Fontanesi, che lo accompagna a dipingere nelle campagne torinesi; a conclusione degli studi accademici, Calderini apre uno studio con l’amico e collega Francesco Mosso.
Si presenta alle mostre annuali della Società Promotrice di Belle Arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1870.
All’Esposizione del 1880 presenta nove tele e si aggiudica il premio della giuria per Mattino di luglio, l’anno seguente viene premiato con una medaglia in bronzo all’Esposizione Colombiana di Genova. Nel 1883 ripresenta all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma Le statue solitarie, che viene acquistato dal Governo per la neonata Galleria d’Arte Moderna e partecipa alla mostra di Nizza.
L’anno successivo è all’Esposizione Generale Italiana di Torino (nella quale è membro del comitato di accettazione e allestimento) con diverse opere, fra le quali Tristezza invernale, acquistata dal Governo e presentata anche all’Italian Exhibition di Earls Court del 1888, anno nel quale partecipa all’Esposizione Internazionale di Barcellona (ripetuta nel 1907, quando si aggiudica un riconoscimento). La stessa opera viene premiata nel 1893 al Salon de Paris.
Nel contempo, si dedica con assiduità alla scrittura e alla critica d’arte, collaborando per numerose riviste come L’Illustrazione italiana, La Rassegna nazionale e la Gazzetta letteraria di Torino; nel 1884 pubblica le Memorie postume di F. Mosso, pittore, in seguito le monografie dedicate ad artisti contemporanei, come il maestro Antonio Fontanesi (1925), Giovanni Battista Quadrone, Alberto Pasini, lo scultore Vincenzo Vela e Carlo Marocchetti (1928).
Collabora alla pubblicazione di tre volumi su Leonardo da Vinci, finanziata dal mecenate russo Sabachnikoff, suo grande estimatore che lo vuole come compagno per una serie di viaggi in Scozia e Irlanda e opera come consulente di importanti famiglie per l’allestimento delle proprie raccolte d’arte (Collezione Guagno Poma di Biella, Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dove non a caso è presente una ricca raccolta delle opere del maestro Fontanesi).
L’Archivio Marco Calderini, allestito presso l’Archivio di Stato di Torino, contiene una raccolta di documenti che riguardano la vita privata dell’artista, monografie di pittori oltre a lettere scambiate con familiari, colleghi, come Mosè Bianchi, Giovanni Boldini, Carlo Ademollo e Nicolò Barabino e intellettuali, come Cesare Lombroso e Felice Cavallotti.

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