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Epoca

XIX secolo

Misure

Olio su tela, cm 53,5 x 98 - Cornice cm 74 x 129

Descrizione

XIX secolo
Veduta veneziana
Olio su tela, cm 53,5 x 98 – Cornice cm 74 x 129

Questa veduta di Venezia al calar del sole colpisce chi la guarda per l’atmosfera di serena tranquillità che l’artista è riuscito a trasmettere attraverso le sue pennellate corpose, intrecciate, sovrapposte e ricche di colore. Vi è una grande armonia d’insieme conferita al dipinto grazie alla composizione, il cui punto focale è un isolotto della laguna veneta da cui spicca una torretta, esattamente al centro della tela. L’insieme degli edifici addossati l’uno all’altro si riflette sulle calme acque della città, dove naviga una piccola imbarcazione a remi, condotta da un uomo stante che la governa tramite un timone in legno, probabilmente di ritorno da una giornata di lavoro. Le nubi rossastre e aranciate del tramonto si diradano ai lati del dipinto, per dare spazio, sullo sfondo, al cielo e all’orizzonte che aprono e danno respiro all’intera rappresentazione.
A livello stilistico, l’opera in esame può essere paragonata con quelle di alcuni artisti vissuti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento in Italia. L’atmosfera calda e la visione serena e luminosa ci riporta alla mente alcune delle tele della veneziana Emma Ciardi (1879-1933), pittrice sensibilissima, toccata da una delicata sensualità e, nello stesso tempo leggera e pura, del tutto spirituale. La sua pittura si distingue per l’autenticità e l’aderenza al vero, per l’esecuzione rapida e in presa diretta, in modo impressionistico, del reale, tutte caratteristiche che la distinguono, ma allo stesso la avvicinano alla maniera del padre Guglielmo e al fratello, Beppe Ciardi (1875-1932). Anche quest’ultimo, infatti, innamorato della natura, alla quale si attiene scrupolosamente, cerca di coglierne gli sfolgorii e i riflessi di luce più suggestivi. Sia Emma sia Beppe, lavorarono ininterrottamente producendo una grande quantità di opere che oggi sono sparse fra i migliori collezionisti e musei in tutto il mondo (a Roma, Milano, Venezia, Firenze, Parigi, Londra, Berlino…).
Vicinissima alla mano del nostro artista, è anche la pittura di Leonardo Bazzaro (1853-1937). Iscrittosi all’Accademia di Brera nel 1868 studia con il paesaggista Gaetano Fasanotti prima e con Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini dopo, specializzandosi nelle rappresentazioni di interni, opere in cui dimostra grande originalità nella ricerca di luce, di colore e nelle vedute prospettiche. La sua carriera, tuttavia, è dominata dalla riproduzione di paesaggi all’aria aperta, in particolare tra Chioggia, Valle d’Aosta e Verbano. Bazzaro partecipa a numerosi soggiorni di lavoro in queste località, accompagnato dai colleghi Achille Tominetti, Eugenio Gignous, Uberto Dell’Orto e Federico Ashton. Le sue opere si distinguono per il forte naturalismo e per la rappresentazione senza retorica del quotidiano familiare. La tecnica di Leonardo, plasmata nei primi anni dagli insegnamenti di matrice verista seicentesca e settecentesca derivata dal maestro Bertini, si sviluppa e acquista una così forte intensità espressiva da portare i suoi amici e colleghi ad affibbiargli il soprannome “piccolo Velasquez”.
Nei tardi anni Settanta, seguendo le orme di Mosè Bianchi, viaggia frequentemente presso la Laguna Veneta e in particolare a Chioggia, dove sperimenta la pittura di paesaggio, spesso intervallandola a scene di genere en plein air, esaltando la limpidezza della luce sul mare e le tonalità degli edifici affacciati sui canali. A livello stilistico, questa fase si dimostra molto vicina ai tratti della Scapigliatura e del suo capostipite Tranquillo Cremona nella resa emozionale del personaggio e nelle pennellate fini alternate a corpose.
“Fu saldo disegnatore, compositore disordinato, schiettissimo pittore, succoso, fresco, vario in quel suo cromatismo in cui il colore dei veneziani riecheggia senza affievolirsi, esperto di ogni segreto dell’arte nel rendere la finezza dell’atmosfera e nel modellare con l’efficacia della pennellata nervosa” (A. Colasanti, Catalogo della Galleria nazionale d’arte moderna, Roma 1935).
Le opere di Bazzaro oggi sono conservate presso l’Accademia Carrara di Bergamo (Gondola sul canale), alla Pinacoteca di Brera (La viglia della sagra, La lettrice…) alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e in diversi altri istituti e collezioni prevalentemente italiani.

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