Annibale Luigi Bergamini (Mezzano di Ravenna,1921-Fusignano,1992), “Senza titolo”, pastello e tecnica mista su tela applicata su tavola. Dimensioni: 90×70 cm. Firma in basso al centro. Ottimo lo stato di conservazione.
Provenienza: Fusignano, Collezione Privata.
Bergamini frequentò l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, distinguendosi per la sensibilità e lo straordinario estro creativo, mostrando sin da subito una predilezione per l’arte sacra. Dopo alcuni di fertile attività pittorica ma anche di profonde difficoltà esistenziali, nel 1948 fi ricoverato nella clinica psichiatrica di Imola, da dove diverrà dimesso soltanto nel 1975 a seguito di un progetto sperimentale che anticipava l’entrata in vigore della legge Basaglia. Durante i 30 anni di ricovero, Bergamini dipinse con assiduità, specialmente nell’ultimo periodo, quando all’interno della clinica gli venne allestito un ateliér. Dal 1975, fu ospite della comunità aperta “La Celletta” di Maiano, nei pressi di Fusignano, dove continuò a dipingere freneticamente. Nel 1978, iniziò la decorazione del catino absidale della chiesa parrocchiale di Maiano. Morì a Fusignano nel 1992, logorato nel fisico, ma soprattutto a causa dei danni subiti in seguito ad una brutale aggressione. Le sue opere furono da subito apprezzate ed acquistate da una platea di collezionisti locali, ma è solo dopo la sua morte, grazie soprattutto all’intervento di Vittorio Sgarbi, che all’originalissimo e tormentato percorso artistico e di vita del Bergamini verrà conferito il rilievo che merita in seno alla cultura figurativa della pittura della meta del Novecento. Di seguito, riportiamo le mostre più importanti dedicate all’artista:
“Arte, genio e follia. Il giorno e la notte dell’artista”, Complesso Museale della Scala di Siena, a cura di V. Sgarbi (2009).
“Annibale Luigi Bergamini. L’incanto e l’invisibile, un pittore visionario”, Palazzo Rasponi di Ravenna (2019).
“Annibale Bergamini. L’incanto e l’invisibile”, a cura di O. Piraccini, Palazzo del Capitano, Bagno di Romagna (2013).
Una sua opera è stata esposta al MART di Rovereto nel luglio del 2024 all’interno della rassegna “Surrealismo”, una mostra curata da V. Sgarbi e dedicata all’arte fantastica italiana in occasione del centenario del movimento surrealista italiano.
“La pittura di Bergamini non ha un carattere marcatamente naif, primitivo: si apre invece a suggestioni oniriche, surreali, a un uso del colore moderatamente sorvegliato, con gradazioni e contrasti tenui e a volte minacciosi e inquietanti per la loro cupezza”. P. Albani.
Si rilascia certificazione di garanzia a norma di legge circa l’autenticità e la lecita provenienza dell’opera.
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