XVII secolo
Bottega di Carlo Francesco Nuvolone (Milano, 1609 – 1662)
Immacolata
Olio su tavola, cm 25,5 x 19,5
Con la cornice cm 34 x 28
L’Immacolata qui presentata è un dipinto a olio su tavola attribuibile a un pittore gravitante intorno alla bottega di Carlo Francesco Nuvolone, uno dei protagonisti della pittura lombarda del Seicento. L’opera si inserisce con chiarezza nel solco della produzione nuvoloniana, mostrando un’adesione convinta ai modelli elaborati dal maestro, in particolare all’Immacolata Concezione conservata presso la Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano, dalla quale riprende impostazione iconografica, delicatezza espressiva e qualità luministica. Il corpo leggermente inclinato, le mani giunte sul petto e il capo reclinato trasmettono un sentimento di umiltà e raccoglimento, elementi centrali nella devozione mariana del Seicento. Il volto, ovale e dolcemente idealizzato, è pervaso da una luce calda e avvolgente che ne ammorbidisce i tratti, accentuando l’intensità contemplativa dello sguardo abbassato. L’iconografia segue fedelmente la tradizione dell’Immacolata Concezione: la Vergine poggia il piede sul serpente, simbolo del peccato originale sconfitto. Attorno al capo si dispone una corona luminosa, interpretabile come richiamo alla donna dell’Apocalisse, spesso associata alla figura di Maria. Il manto azzurro, ampio e mosso, avvolge la figura con eleganza fluida, creando raffinati giochi di luce e ombra che rivelano una pittura morbida e calibrata tipica della bottega dei Nuvolone. La veste chiara sottostante, attraversata da delicati riflessi, rafforza il valore simbolico della purezza, mentre la presenza allusiva di fiori, come il giglio e le rose, richiama rispettivamente la castità e l’amore divino. La pennellata è levigata, priva di asprezze, e mira a un effetto di armonia complessiva piuttosto che a un realismo accentuato. La luce, diffusa e calibrata, non ha intenti drammatici ma contribuisce a costruire un’atmosfera di serena spiritualità, adatta alla meditazione privata o alla devozione domestica. L’opera si colloca verosimilmente nell’ambito della produzione devozionale lombarda del XVII secolo, destinata a una committenza colta e sensibile al linguaggio elegante e misurato promosso dalla bottega dei Nuvolone. La sua storia collezionistica, pur non documentata nei dettagli, suggerisce una circolazione in ambito privato, coerente con la tipologia e le dimensioni dell’opera. Questa Immacolata rappresenta dunque una testimonianza significativa della fortuna del modello nuvoloniano e della sua capacità di generare immagini di intensa spiritualità, capaci di coniugare rigore iconografico e delicata poesia figurativa.
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