XX secolo
78,5 x 98
Alfio Paolo Graziani (Roncoferraro (MN), 1900 – Gavirate (VA), 1981)
Vaso di ortensie
Olio su tela, cm 78,5 x 98 – con cornice, cm 107 x 128
Firmato in basso a sinistra A. GRAZIANI
Un bouquet di ortensie trabocca con generosità dalla superficie della tela, trascinando con sé tutta la vitalità cromatica che ha reso celebre Alfio Paolo Graziani nel panorama della pittura italiana del Novecento. Il dipinto mostra un vaso basso e dorato, ornato da sottili decorazioni, dal quale si sprigiona una cascata di fiori lilla, malva e rosa antico disposti con sapiente naturalezza. Alcuni fiori cadono sul piano d’appoggio, quasi a voler sfondare i limiti della composizione. Lo sfondo scuro, quasi bituminoso, esalta per contrasto la luminosità dei petali e il verde delle foglie, mentre la luce accarezza le corolle e ne rivela la tridimensionalità con tocchi pastosi e sicuri.
Alfio Paolo Graziani nasce a Roncoferraro, in provincia di Mantova, il 29 ottobre 1900. Il suo percorso formativo è segnato da una determinazione precoce e da riconoscimenti istituzionali significativi: riceve più volte dall’Istituto G. Franchetti di Mantova la borsa di studio per frequentare il Corso di pittura all’Accademia Cignaroli di Verona, una delle più prestigiose scuole d’arte del Nord Italia. Grazie a una nuova borsa di studio Franchetti approda poi all’Accademia di Brera a Milano, dove frequenta i corsi tenuti da Ambrogio Alciati e Cesare Tallone, due maestri che gli trasmettono rigore tecnico e sensibilità cromatica. Nel 1923 partecipa all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera al Palazzo della Permanente di Milano, e nel 1925 è nuovamente alla Permanente per l’Esposizione Nazionale d’Arte. Partecipa più volte alla Biennale di Venezia, dove espone anche ritratti e paesaggi urbani, e nel 1933 figura alla quinta Triennale di Milano, ottenendo la medaglia d’argento per l’affresco Il Mercato.
Il suo è uno stile personale e riconoscibile, lontano dalle avanguardie più radicali del tempo, che privilegia la solidità della forma e la verità della luce. Nelle sue opere più riuscite, come nel presente Vaso di ortensie, si percepisce l’eco di una tradizione pittorica nordeuropea filtrata attraverso la sensibilità lombarda e una tecnica affinata nel tempo. Le composizioni floreali si distinguono per freschezza e vivacità, qualità che rendono i suoi bouquet tra le prove più apprezzate della sua produzione. Accanto ai fiori, Graziani si dedica con eguale impegno al ritratto, al quadro di figura e al paesaggio urbano, declinando il suo talento in direzioni molteplici e lasciando tracce durature nelle collezioni museali italiane. Il Museo Civico di Varese conserva il Ritratto di Maria, esposto alla Biennale di Venezia del 1930; la Galleria d’Arte Moderna di Milano custodisce il paesaggio Via S. Lorenzo, Bergamo; il Museo MAGA di Gallarate possiede una Veduta di un campo veneziano. A Gavirate ha lasciato infine testimonianze di affreschi, tra cui le decorazioni della Cappella della Famiglia Papa al Cimitero cittadino, opere che confermano la versatilità di un pittore capace di muoversi con disinvoltura tra il cavalletto e la parete.
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