XVII secolo
67 x 105
Francesco Dal Ponte, detto Francesco Bassano (Bassano del Grappa, 1549 – Venezia, 1592), bottega di
Allegoria dell’Inverno
Olio su tala, cm 67 x 105 – con cornice, cm 75,5 x 114,5
Una fattoria immersa nel gelo invernale fa da sfondo a una scena brulicante di vita quotidiana contadina, resa con quella tipica densità narrativa che contraddistingue la produzione della bottega dei Bassano. Sulla sinistra un uomo spacca legna con un’ascia su un ceppo, mentre accanto a lui un cane si è raggomitolato per proteggersi dal freddo; un asino carico di fascine accanto ad un giovane inginocchiato; sullo sfondo, montagne innevate incorniciano un borgo di capanne con tetti di paglia, animato da piccole figure intente in occupazioni quotidiane, in un digradare atmosferico che apre la composizione verso la profondità del paesaggio. Sulla destra, sotto la tettoia di un rustico riparo, si accalca un gruppo di figure attorno a un focolare acceso, una cesta e un neonato in fasce: un dettaglio che richiama, secondo una consuetudine diffusa in queste allegorie, la Natività, sovrapponendo il tempo liturgico al ciclo delle stagioni. Anatre e altri animali da cortile completano il repertorio naturalistico caro a questa produzione.
L’opera si inserisce nella tradizione delle Stagioni elaborata dalla bottega dei Da Ponte, comunemente detti Bassano dal nome della città d’origine, Bassano del Grappa, denominazione fissata dalla critica in età moderna. Quella dei Da Ponte fu una vera e propria impresa a conduzione familiare, attiva per circa un secolo e mezzo: avviata da Francesco il Vecchio agli inizi del Cinquecento, raggiunse fama in tutto il nord Italia grazie a Jacopo, a partire dalla seconda metà del quarto decennio del secolo, affiancato dai fratelli Giambattista e Gianfrancesco. Dopo di lui furono i figli Francesco il Giovane, Giambattista, Leandro e Gerolamo a proseguirne l’eredità stilistica e produttiva. Le composizioni dedicate alle Stagioni derivano da una serie ideata da Jacopo Bassano, e i caratteri stilistici ne suggeriscono l’esecuzione da parte della sua scuola, i cui epigoni operarono ininterrottamente per tutto il Seicento, replicando e variando gli schemi compositivi del capostipite con esiti di qualità diseguale ma sempre riconoscibili.
Il dipinto qui esaminato fa riferimento ad un gruppo di tele entrate in data imprecisata nella collezione Borghese, dove risultano documentate già nel 1650 come opere di Francesco Bassano. La critica non è tuttavia unanime nell’attribuire questa e le altre Stagioni al solo Francesco o al padre Jacopo, sebbene i dipinti si collochino certamente entro quel filone di soggetti biblico-pastorali tanto caro alla nutrita bottega di famiglia. Un’Allegoria dell’Inverno pressoché sovrapponibile a quella qui presentata è passata in asta nel 2021, confluendo oggi in una collezione privata, a testimonianza della fortuna collezionistica e della diffusione di questi soggetti.
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