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Epoca

XVII secolo

Misure

73 x 60

Descrizione

Maestro veneto, tra XVII secolo e XVIII secolo

Cerere

Olio su tela, cm 73 x 60

Con cornice, cm 80 x93

Il dipinto rappresenta la dea romana Cerere, la divinità dell’agricoltura, dei raccolti e della fertilità. L’identificazione è supportata dai molteplici attributi iconografici presenti nell’opera. Sulla testa della dea, una corona di spighe di grano intrecciate incornicia la sua capigliatura dorata, un simbolo inequivocabile della sua connessione con il raccolto. Una fascia di stoffa, decorata con perle e una pietra preziosa centrale, orna ulteriormente il capo. Il vestito di Cerere, una tunica bianca e un manto violaceo è arricchito da ricami in oro. La dea è ritratta in una posa pensierosa, con la mano destra poggiata sulla tempia, mentre la sinistra riposa su una pila di spighe di grano che poggia su un piedistallo di pietra. Le spighe cadono dal piedistallo, simboleggiando la generosità del raccolto. Lo sfondo è costituito da un cielo tempestoso, che riflette l’aspetto duale della dea: la sua capacità di portare sia fertilità che carestia.

lI dipinto è caratterizzato da un realismo morbido e da un uso sottile della luce. La figura di Cerere è idealizzata, con lineamenti delicati e un’espressione serena. I colori sono caldi e naturali, con una predominanza di sfumature di marrone, oro e bianco. La composizione è bilanciata e armoniosa.

Un’ipotesi suggestiva per l’attribuzione del dipinto è che sia opera di Antonio Bellucci, un pittore veneziano del tardo barocco. Bellucci è noto per il suo stile “contaminato”, che fonde elementi della tradizione pittorica veneziana con influssi bolognesi e romani. Il suo lavoro si distacca dal Tenebrismo, la corrente pittorica che enfatizzava il contrasto tra luce e ombra, per abbracciare una pittura più luminosa e colorata. La pittura di Bellucci è vicina a quella dei bolognesi, con una maggiore attenzione alla composizione e all’espressione emotiva dei personaggi. L’influsso bolognese è evidente nella plasticità della figura e nella morbidezza dei drappeggi, che si riscontra anche nel dipinto di Cerere.

La Cerere potrebbe essere stata una commissione privata, destinata alla decorazione di una residenza nobiliare. La presenza di elementi iconografici complessi e la raffinatezza della composizione suggeriscono che il dipinto sia stato realizzato per un pubblico colto e raffinato.

Approfondimenti

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