XVIII secolo
112 x 174
Filippo Comerio (Locate Varesino, 1747 – Milano, 1827)
Carro di Apollo
Olio su tela, cm 112 x 174 – con cornice, cm 124 x 186
Apollo siede al centro della composizione, avvolto da un manto rosso acceso che si staglia contro il bagliore dorato radiante alle sue spalle, unico vero fulcro luminoso della scena. Il dio del sole domina il carro, mentre attorno a lui si affolla una moltitudine di figure che paiono sorreggerlo, implorarlo o accompagnarlo nel viaggio celeste: donne panneggiate, putti alati, una figura scura che regge una clessidra sulla sinistra, e sulla destra i quattro cavalli bianchi impennati, resi con energia quasi scultorea, pronti a lanciare il carro tra le nubi. Le nuvole, dipinte con toni bruni e rosati, occupano l’intero sfondo, mentre la luce, concentrata sulla figura del dio, si irradia verso il basso illuminando corpi e vesti della folla sottostante, lasciando in ombra i margini della tela. Un confronto decisivo per l’attribuzione a Filippo Comerio viene da un grande disegno autografo, acquisito nel 1995 dall’Istituto Centrale della Grafica di Roma, eseguito a matita nera, penna e inchiostro bruno acquerellato, di dimensioni monumentali, oltre due metri di altezza e tre di larghezza. Il foglio riprende la medesima composizione del dipinto, con Apollo, il carro e i cavalli disposti secondo lo stesso schema, ma esclude alcune figure presenti nella parte destra della tela, segno di un ripensamento in corso d’opera. Il confronto tra le due opere permette di comprendere il metodo compositivo di Comerio, che partiva da un disegno preparatorio di grande formato, quasi un cartone, per poi tradurlo in pittura arricchendone i margini. In questo procedimento si riconosce l’impronta grafica e decorativa dell’artista, che trova origine nella sua consuetudine con il disegno di porcellana e maiolica: i tratti netti e la costruzione quasi lineare delle figure derivano da questa sensibilità decorativa, poi trasferita nella pittura a olio.
Filippo Comerio nacque a Locate Varesino, figlio di Agostino e Maria Antonia Castiglioni. Si formò a Bologna presso l’Accademia Clementina, allievo di Vittorio Maria Bigari e dei Gandolfi, per poi trasferirsi a Roma nel 1773, dove maturò un linguaggio neoclassico studiando le antichità e frequentando la cerchia di Füssli. Lasciata Roma nel 1777, si stabilì a Faenza, dove rimase cinque anni lavorando anche agli Ovali con quattro Santi Dottori ancora oggi nel Duomo. Qui sposò Lauretana Benini, figlia del primo pittore della fabbrica di maioliche del conte Ferniani, e si dedicò alla decorazione ceramica, elaborando uno stile personale legato al celebre “verde Comerio” e ad altri colori come il nero, il ruggine e la porpora. Dopo il terremoto del 1781 lasciò Faenza per tornare in Lombardia, lavorando nell’ultimo periodo in area bergamasca, in competizione con Vincenzo Bolomini, prima di trasferirsi con la famiglia a Milano nel 1800.
Il Carro di Apollo può essere accostato ad altre opere mitologiche e allegoriche del pittore, che ne confermano la cifra stilistica classicista: il ciclo delle Quattro Allegorie delle Stagioni in Palazzo Daiano de Valsecchi a Bergamo, le Offerte alle divinità della Terra in Villa Locatelli Milesi a Villa d’Almè, e i cavalli dell’affresco con Elia che lancia il mantello al discepolo Eliseo, assai simili a quelli del dipinto qui esaminato. Anche le opere sacre, come i Quattro Santi Dottori nel Duomo di Faenza o gli affreschi di Spirano con la Gloria di San Gervasio e Protasio e Sant’Ambrogio estatico, mostrano la medesima costruzione scenica per gruppi affollati e la stessa gestione teatrale della luce. È probabile che la tela fungesse da modelletto per un affresco oggi perduto, forse destinato a una delle ville private decorate da Comerio in Lombardia, come Villa Benaglio a Valbrembo, di cui non restano tracce.
Stile Rococò: Come si Distingue in Architettura, Arredamento e Pittura
Stile Rococò: Nascita e Sviluppo Il Rococò, come riflesso delle tendenze, dei gusti e del modo di vivere della Francia…
Stile Impero nell’Arredamento: Quando lo Sfarzo Incontra l’Eleganza
Lo stile Impero, con la sua magnifica fusione di maestosità e grazia, rimane un’icona dell’arredamento classico, esercitando un fascino senza…
Vita e opere di Giò Ponti, l’artista visionario
Giò Ponti è uno degli artisti che maggiormente ha dominato il dopoguerra italiano, facendosi portavoce di importanti innovazioni nel mondo…
