XVII secolo
31,5 x 45
Pieter van Avont (Mechelen, 1600 – Deurne, 1652)
Paesaggio con San Giovannino e l’Agnello
Olio su tela, cm 31,5 x 45
Con cornice, cm 48 x 61
Firmato in basso a destra P. Van Avont
In un luminoso paesaggio boscoso dai toni verdi e dorati, un bambino nudo e paffuto si erge al centro della composizione, la mano destra tesa in un gesto di benedizione verso un agnello sdraiato ai suoi piedi. Il piccolo regge con la sinistra un lungo bastone appuntito, attributo iconografico che lo identifica immediatamente con san Giovanni Battista nella sua giovinezza, il precursore di Cristo ritratto secondo una tradizione iconografica consolidatasi nel Rinascimento italiano e poi ampiamente diffusa nelle Fiandre del Seicento. L’agnello, simbolo per eccellenza del sacrificio cristologico, riposa sul terreno con placida docilità, il manto chiaro reso con tocchi morbidi e una luce calda che ne modella il corpo. Il fondale arboreo, ricco di fronde mosse da una luce diffusa, si apre verso sinistra su un panorama lontano in cui si intravedono colline degradanti e un cielo percorso da nuvole luminose, secondo una struttura paesaggistica tipicamente fiamminga. L’opera è firmata da Pieter van Avont, pittore fiammingo nato a Mechelen da Hans van Avont, scultore, e da Anna le Febure. La sua prima formazione avvenne verosimilmente sotto la guida del padre, e nel 1620 fu ammesso come maestro nella gilda di Mechelen, trasferendosi poi ad Anversa, dove intorno al 1622-1623 ottenne il titolo di maestro nella prestigiosa Gilda di San Luca, divenendo cittadino di quella città nel 1631. La sua carriera si sviluppò all’interno del fertile ambiente artistico anversese del Seicento, in cui la collaborazione tra pittori specializzati era pratica corrente e fondamentale. Van Avont cooperò con numerosi tra i più importanti pittori della città, tra cui Jan Brueghel il Vecchio e il Giovane, David Vinckboons, Lucas van Uden e Jacques d’Arthois, per i quali provvedeva all’esecuzione delle figure umane inserite nei paesaggi dipinti dai colleghi. Van Avont è principalmente noto per le sue scene religiose e mitologiche e per le cosiddette cabinet paintings, composizioni di piccolo e medio formato destinate alla devozione privata e alla collezione. Un motivo ricorrente nella sua produzione è la presenza di gruppi di bambini nudi e putti, che nelle numerose versioni della Sacra Famiglia compaiono nei panni del Bambino Gesù, di san Giovanni Battista o degli angeli. Lo stile con cui modella queste figure è caratterizzato da una morbida resa volumetrica ottenuta attraverso il ricorso allo sfumato e a colori caldi. Il dipinto in esame si inserisce pienamente in questo catalogo e trova precisi riscontri in numerose opere del pittore. Nel Baccanale di bambini e nell’Allegoria dell’Autunno, entrambi conservati in collezioni private, il paesaggio boschivo che fa da sfondo è del tutto sovrapponibile a quello qui descritto: le stesse quinte arboree dense e frondose, la medesima alternanza di ombre e bagliori luminosi tra i rami, la stessa apertura prospettica verso un orizzonte lontano. E soprattutto, in queste opere tornano i bambinelli e i putti dalle anatomie pienamente corrispondenti a quelle del san Giovannino del dipinto in esame: cosce rotonde, pancino prominente, incarnato morbido e caldo. Analoghe considerazioni valgono per il Paesaggio con putti danzanti della Royal Collection di Londra, dove le stesse figure infantili prendono vita in un contesto paesaggistico simile, confermando quanto queste tipologie figurative fossero una vera e propria cifra stilistica del pittore, riproposte con lievi varianti nel corso dell’intera carriera. Un altro confronto puntuale è offerto dal Riposo durante la fuga in Egitto con San Giovannino e angeli di collezione privata, nel quale la stessa figura del Precursore torna in primo piano, qui ritratta di profilo anziché frontalmente come nel nostro, ma con identica costruzione corporea. Nell’Allegoria dell’Autunno e nell’Allegoria della Primavera conservate alla Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe si ritrovano ancora i medesimi bambini, mentre nella Sacra Famiglia con san Giovannino e sant’Elisabetta del Museo di Belle Arti di Besançon la figura del Battista compare in un contesto devozionale più articolato, sempre all’interno di un paesaggio dal respiro analogo. Infine, l’agnello adagiato ai piedi del santo nel dipinto qui considerato trova un puntuale confronto nell’esemplare raffigurato nel Riposo durante la fuga in Egitto con San Giovannino e angeli del Walters Museum di Baltimora, dove la resa del manto animale e la postura sono quasi identiche, a conferma di una pratica consolidata di ripresa e variazione di soluzioni figurative già sperimentate con successo.
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