XVII secolo
29,5 x 43, 5
Scuola lombarda, inizio del XVII secolo
Natura morta con pesche e tralci di foglie
Carta applicata su tela, cm 29,5 x 43, 5 – Con cornice, cm 36 x 50,5
Scritte sul retro
Questa raffinata ed inedita composizione, raffigurante un raggruppamento di pesche colte nel momento della loro piena maturazione, costituisce una preziosa testimonianza della nascita del genere della natura morta in area lombarda, collocandosi cronologicamente tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. L’opera si inserisce con assoluta coerenza in quella felice stagione pittorica inaugurata dai prototipi di Fede Galizia e Panfilo Nuvolone, i quali – muovendo dalle rivoluzionarie premesse leonardesche sulla resa della verità naturale e dall’archetipo supremo della Canestra del Caravaggio all’Ambrosiana – codificarono un modello di rappresentazione silente, austero e di sublime rigore geometrico. I frutti, parzialmente adagiati su un piano di pietra appena accennato che ne isola la volumetria dallo sfondo scuro, sono indagati con una sensibilità quasi tattile. Una luce di limpida matrice caravaggesca investe la scena lateralmente, esaltando la densità della materia e la morbida, vellutata peluria delle bucce, virate su calde tonalità d’ocra, giallo e rosso carminio. È proprio in questa resa vibrante della superficie dei frutti e nella loro monumentale e sobria disposizione che si ravvisano le più stringenti consonanze con i modi di Panfilo Nuvolone, celebre capostipite di una dinastia di artisti e raffinato interprete di queste silenziose costellazioni oggettuali. A confermare l’alto livello esecutivo del dipinto concorre il dettaglio naturalistico del tralcio fogliato in basso a sinistra: le foglie di pesco, costolate e sinuosamente ripiegate, rivelano una precisione d’indagine quasi botanica, priva di superflui compiacimenti decorativi, tutta tesa a restituire la viva e struggente realtà del dato naturale. Sul retro, sul supporto cartaceo originale, è conservata una fitta e coeva iscrizione in inchiostro ferrogallico, redatta in elegante grafia corsiva filigranata della prima metà del XVII secolo. Strutturato in forma di elenco contabile con numerazioni d’ordine e stime sul margine destro, il testo è identificabile come un antico inventario di collezione o una nota di stima patrimoniale d’epoca.
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