L’Impero (1804 – 1830)

Pubblicato il 22 Marzo 2019

L’Impero (1804 – 1830)

Questo stile non deve venire limitato (come erroneamente si crede) al breve periodo dell’impero napoleonico. Se nasce con questo, non bisogna credere che muoia anche insieme. Infatti sopravvive alla caduta di Napoleone di circa tre lustri.

L’Impero, a differenza del Direttorio, non è più una libera interpretazione degli elementi romani e greci del passato, ma quasi sempre ne diventa una fredda ripetizione. Durante questo periodo negli ambienti ufficiali, nelle corti e nelle case della nobiltà, i locali più rappresentativi sono improntati ai ricordi della Roma augustea, della Grecia e del l’Egitto.

Secondo i mobili sono sostenuti da leopardi, leoni, tigri, aquile, arpie, sfingi. Tutti questi animali di fantasia e di significato allegorico sono generalmente monopodi (cioè hanno le estremità che si uniscono in un unico piede). Sovente, quale sostegno dei braccioli di divani e poltroncine, nelle gambe dei tavolini e nelle testate dei letti troviamo una riproduzione veristica del cigno.

La linea elegante e armoniosa di questo animale e la sua grazia quasi muliebre hanno il compito d’ingentilire ed equilibrare questo stile dalle linee particolarmente austere. Il cigno (sia riprodotto per intero sia limitato alla sola testa con il collo) è quasi sempre un finissimo lavoro d’intaglio realizzato nel medesimo legno del mobile.

L’Impero è il periodo di massimo splendore per il lavoro del bronzista. I mobili, costruiti in legni pregiati (quali il mogano, il noce d’India) ma scuri e con grandi superfici lisce, richiedono di essere ravvivati con vivaci mezzi decorativi. Gli elementi in bronzo trovano così la loro più grande utilizzazione. I disegni di questi, come abbiamo già detto, sono copie di quelli classici: palmette, sfingi, chimere, teste di Minerva, ecc. Accanto a questi elementi attinti dal mondo greco, romano, etrusco ed egizio, non mancano le N napoleoniche, i trofei militareschi, le agapi vittoriose, i rami d’alloro e di quercia.

I disegni degli arredi sono quasi esclusivamente opera di architetti e anche di pittori. L’arte degli ebanisti poi raggiunge il massimo splendore. La passione nata durante il Direttorio per gli studi archeologici e per le espressioni artistiche del passato si consolida sotto l’Impero. Le proporzioni degli arredi diventano più maestose e a volte risultano un poco appesantite dalle decorazioni in bronzo dorato.

Nasce in questo periodo la sedia “a gondola”, che con una linea continua e avvolgente unisce lo schienale alle traverse laterali e alle gambe frontali. I modelli dei cassettoni sono diversi. In essi variano continuamente i rapporti tra i cássetti orizzontali e le antine verticali.

Durante l’Impero, pezzo fondamentale dell’arredamento è la consolle. Questo elemento, pur mantenendo la forma rettangolare, manifesta le tendenze più spiccate di questo periodo nei montanti, che vengono adornati di motivi faunistici di ispirazione classica. La grande novità del primo decennio dell’Ottocento, nel campo degli arredi, è però l’immancabile presenza nelle stanze da letto di un grande specchio, di forma arrotondata o rettangolare, montato in bilico su perni orizzontali e chiamato psiche.