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Epoca

XVII secolo

Misure

19 x 64,5

Descrizione

Jacques Courtois detto il Borgognone (Saint-Hyppolite, 12 febbraio 1621 – Roma, 14 novembre 1676), attr.

Battaglie coi Turchi

Olio su tela, cm 19 x 64,5 – con cornice, cm 31 x 76

 

Gian Lorenzo Bernini disse: “Tra i pittori di quel tempo in Europa, nessuno ha eguagliato Courtois nell’espressione grafica dell’orrore della battaglia”.

Le due tele qui considerate, entrambe riferibili al tema della battaglia tra cristiani e turchi, mostrano con notevole coerenza stilistica e compositiva i caratteri distintivi della produzione di Jacques Courtois detto il Borgognone. Nel primo dipinto, riconoscibile per la presenza sulla sinistra di una piccola formazione rocciosa sormontata da vegetazione, la scena si apre con un efficace contrasto tra il primo piano e lo sfondo. A destra, un gruppo di cavalieri si affronta con violenza: le figure, dinamicamente intrecciate, sono colte nel pieno dell’azione, con cavalli impennati e armi levate. Il pittore costruisce la scena attraverso una diagonale che conduce lo sguardo verso la mischia centrale, mentre sullo sfondo si dispiega un più ampio teatro di battaglia, reso con pennellate rapide e sintetiche. La roccia in primo piano, quasi una quinta teatrale, introduce un elemento di stabilità che contrasta con il tumulto della scena.

Nel secondo dipinto la composizione si fa ancora più serrata e drammatica. Il combattimento è concentrato in un nodo centrale di figure che si accalcano e si scontrano con violenza, mentre i cavalli, resi con grande perizia anatomica, contribuiscono a trasmettere un senso di caos controllato. Il paesaggio retrostante, con episodi secondari di fuga e inseguimento, amplia la narrazione ma resta subordinato alla tensione del primo piano. La luce, diffusa e atmosferica, modella le figure senza rigidità, accentuando il senso di movimento e la continuità spaziale.

Jacques Courtois nacque nel febbraio del 1621 a Saint-Hippolyte, nella Franca Contea, allora sotto il dominio degli Asburgo di Spagna. Formatosi inizialmente nella bottega paterna insieme ai fratelli, si trasferì giovanissimo a Milano, dove prestò servizio nell’esercito spagnolo, esperienza che si rivelò fondamentale per la sua conoscenza diretta della guerra. Stabilitosi poi a Bologna, frequentò gli ambienti di Guido Reni e Francesco Albani, assimilando una cultura figurativa più colta e classicista. Dopo soggiorni a Firenze e Roma, entrò in contatto con artisti specializzati nella pittura di battaglia, tra cui Michelangelo Cerquozzi e soprattutto Aniello Falcone, che esercitò su di lui un’influenza decisiva. Nel 1657 entrò nella Compagnia di Gesù, continuando tuttavia la sua attività pittorica fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1676.

Nel contesto del XVII secolo, la pittura di battaglia si configura come un genere autonomo, particolarmente apprezzato per la sua capacità di coniugare spettacolarità, narrazione e virtuosismo tecnico. Artisti come Falcone, Salvator Rosa e lo stesso Courtois sviluppano un linguaggio pittorico basato su composizioni dinamiche, pennellate sciolte e una resa immediata dell’azione. In questo ambito, il Borgognone si distingue per l’intensità espressiva e per la capacità di restituire il disordine della battaglia senza rinunciare a una struttura compositiva solida.

Le due tele in esame trovano stringenti confronti con opere certe dell’artista conservate in importanti musei. La Scena di battaglia del Detroit Institute of Arts presenta analoghe soluzioni nella costruzione per diagonali e nella resa sintetica delle figure sullo sfondo. La Battaglia tra cristiani e musulmani del Museo del Prado mostra una simile densità narrativa e una comparabile tipologia di cavalieri e armamenti. Analogamente, la Scena di battaglia conservata presso il National Trust in Inghilterra e la National Gallery di Edimburgo conferma l’uso di una pennellata rapida e vibrante, nonché una predilezione per gruppi compatti di combattenti in primo piano. Tali confronti rafforzano l’attribuzione delle due opere al Borgognone, evidenziando una piena coerenza stilistica con il suo catalogo noto.

 

 

 

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