0,00

Costo di spedizione da concordare con il venditore
Ars Antiqua Srl
Via C.Pisacane, 55
Milano (IT)
Contatta direttamente il venditore

Venditore associato

Contatta direttamente il venditore
Epoca

XVII secolo

Misure

112 x 105

Descrizione

Pietro Paolo Cennini (Roma, 1661 – 1739)

Natura morta con frutta, piatto e vaso di fiori

Olio su tela, cm 112 x 105 – con cornice, cm 126 x 118

Scheda critica del Prof. Alberto Crispo

Il dipinto raffigura una sontuosa composizione di fiori e frutta disposta su un piano lapideo, con la ricchezza cromatica e la varietà botanica tipiche della grande tradizione della natura morta romana del secondo Seicento. Al centro campeggia un vaso in porcellana, dal quale si leva un esuberante mazzo di fiori, tra cui si riconoscono garofani e gelsomini bianchi dai petali minutamente descritti. Dinanzi al vaso è disposto un grande piatto in ceramica decorata colmo di frutta: pesche vellutate, fichi, grappoli d’uva nera e altri frutti vi si accumulano con abbondanza studiata. Sul piano, un mezzo cocomero tagliato rivela la polpa rosso acceso, accanto a due meloni spaccati dalla superficie rugosa. Tutt’attorno si disperdono grappoli d’uva bianca, pere, prugne, lazzeruoli, quasi a traboccare oltre i limiti della composizione. In alto a destra, una farfalla svolazza leggiadra.

Pietro Paolo Cennini è figura di grande interesse nella storia della natura morta italiana: allievo di Niccolò Stanchi, Cennini si formò all’interno della sua bottega specializzata, assorbendo quell’approccio sistematico alla resa naturale dei soggetti vegetali e al raffinato gioco luministico. La sua carriera si svolse prevalentemente a Roma, dove ottenne commissioni importanti dalle principali casate nobiliari: lavorò alle decorazioni, oggi perdute, del Teatro della Cancelleria per il cardinale Pietro Ottoboni e a quelle di Palazzo Albano per Benedetto Pamphilij. Delle sue imprese decorative sopravvivono le pitture a Palazzo Albani-Del Drago, quelle del Casino degli Specchi a Soriano sul Cimino e le decorazioni del monastero dei Santi Domenico e Sisto a Tor de’ Specchi. La produzione da cavalletto, che rappresenta forse la parte più originale della sua attività, era andata dispersa nel corso dei secoli ed è stata lentamente ricostituita a partire dal secolo scorso grazie allo studio delle opere comparse sul mercato antiquario, un processo di ricostruzione che è ancora aperto e che ogni nuova acquisizione contribuisce ad arricchire. Il dipinto qui presentato si inserisce coerentemente in questo catalogo in via di definizione, grazie a precisi riscontri stilistici e compositivi con opere di riconosciuta attribuzione. Il confronto più stringente è con la Natura morta con frutta e fiori in architettura classica, già passata in asta nel 2011 e oggi in collezione privata, nella quale si ritrovano analoghe soluzioni compositive e la medesima qualità nella resa dei singoli elementi botanici. Altrettanto significativo è il confronto con la Natura morta conservata al Museo di Belle Arti di Nantes, dove il mezzo cocomero reciso, è pressoché sovrapponibile a quello dell’opera in esame. Come consuetudine nelle botteghe secentesche dei naturamortisti, Cennini faceva uso di cartoni e disegni preparatori che fungevano da repertorio di motivi riutilizzabili in composizioni diverse, adattati di volta in volta alle esigenze. Questo metodo produttivo si riflette in alcune corrispondenze puntuali tra l’opera in esame e altri dipinti: il grappolo d’uva presente nel quadro trova un riscontro preciso nella tela con Puttino con fiori e frutta, oggi in collezione privata, dove è stato reimpiegato con variazioni minime. Analogamente, il garofano bianco e rosso dipinto sulla sinistra della composizione ricompare nella Natura morta della collezione Chigi Saracini di Siena. Questi parallelismi, lungi dall’essere indizio di ripetitività, testimoniano una pratica di bottega radicata e documentano la fertilità inventiva di un pittore capace di rinnovare le proprie composizioni pur mantenendosi fedele a un linguaggio riconoscibile e di alta qualità.

 

 

 

 

Solo per l’Italia: con Ars Antiqua è possibile dilazionare tutti gli importi fino a un massimo € 7.500 a TASSO ZERO, per un totale di 15 RATE

 

Es. Tot. € 4.500 = Rata mensile € 300 per 15 mesi.

 

Es. Tot. € 3.600 = Rata mensile € 720 per 5 mesi.

 

Per importi superiori a € 7.500 o per una maggiore dilazione nel tempo (oltre 15 rate), possiamo fornire un pagamento personalizzato.

 

Contattaci direttamente per avere il miglior preventivo.

 

DIRETTA TV

 

– GIOVEDI 17.00 – 21.00  Dig.terr. 121 – Sky 824

 

– DOMENICA 17.00 – 21.00 Dig.terr. 126 – Sky 824

 

– In streaming sul nostro sito www.arsantiquasrl.com e sui nostri social Facebook e Youtube

 

Tutte le opere proposte da Ars Antiqua sono vendute corredate di certificato di autenticità a norma di legge e accurata scheda di approfondimento.

 

È possibile vedere direttamente le opere presso la galleria showroom di Milano, in via Pisacane 55 e 57.

 

Organizziamo personalmente trasporti e consegne delle opere, sia per l’Italia che per l’estero.

Approfondimenti

0,00

Costo di spedizione da concordare con il venditore
Ars Antiqua Srl
Via C.Pisacane, 55
Milano (IT)
Contatta direttamente il venditore

Venditore associato

persone

hanno visualizzato questo articolo negli ultimi 30 minuti.